da WordPress.com ad Aruba.it

da WordPress.com ad Aruba.it

Il blog che state leggendo era precedentemente ospitato gratuitamente come molti blog su WordPress.com, all’indirizzo antido.wordpress.com. Spinto dalla voglia di integrare il mio blog con il mio dominio Antido.it, sperando di dargli più importanza e visibilità, ma soprattutto gestirlo con meno limitazioni, ho deciso di intraprendere la migrazione. La strada è molto semplice e divisa in due fasi:

1) Installazione del CMS WordPress su dominio personale in hosting su Aruba.it

Scegliere Hosting Linux anzichè Windows

Scegliere Hosting Linux anzichè Windows

Requisiti:

- dominio con hosting Linux (Aruba non consente l’installazione di wordpress per i domini ospitati su macchine Windows)

MySQL

MySQL

- database MySQL (il taglio minimo da 100 MB andrà più che bene se non avete un blog molto carico di contenuti; il mio con una trentina di articoli medio lunghi e qualche commento, occupa meno di un mega di spazio del database. Consiglio anche l’opzione Backup del database).

Una volta attivato il vostro dominio con Aruba.it su hosting Linux ed il database MySQL (se avete già un dominio è possibile fare il cambio di hosting da Windows a Linux con una decina di euro) si passa ad installare WordPress.

Aruba.it - Pannello di controllo del dominio

Aruba.it - Pannello di controllo del dominio

L’operazione è semplice, basta accedere con il proprio nome utente e password nel pannello di amministrazione del vostro sito (esempio: admin.vostrodominio.it) dal quale si possono controllare diverse caratteristiche del proprio dominio tra cui l’installazione delle applicazioni.

Aruba.it - Pulsante Linux Application Installer

Aruba.it - Pulsante Linux Application Installer

In quest’area si possono installare diversi sistemi di Content Manager System come Drupal, Joomla ed ovviamente WordPress. Basta cliccare sul logo di WordPress per installare in un attimo il nostro blog sul nostro dominio. Sarà possibile scegliere la cartella di desinazione (ad esempio www.miosito.it/wordpress oppure www.miosito.it/blog). Una volta installato dobbiamo decidere se sul nostro dominio ci sarà solo il blog oppure convivranno altre pagine e quindi scegliere se impostare WordPress come default oppure no; io ho preferito non impostarlo come predefinito perchè volevo mantenere la possibilità di navigare su pagine html indipendenti dal blog ed accedere a sottosezioni come ad esempio www.miosito.it/portfolio. Se invece volete impostare come default WordPress gli unici contenuti visibili saranno quelli gestiti direttamente dalla bacheca del blog (la funzione si attiva e disattiva con un click, basta fare qualche prova per capire meglio).

Nel caso di un nuovo blog potrete già scrivere il vostro primo articolo accedendo alla  bacheca con i dati scelti al momento dell’installazione di WordPress. Se invece intendete spostare un vecchio blog e relativi contenuti (foto, video, ecc.) da WordPress.com al vostro dominio è necessario passare alla fase successiva.

2) Spostare tutti i contenuti da un precendente blog ospitato su WordPress.com ad un dominio su Aruba.it

Una volta che il vostro blog è funzionante sul dominio che avete scelto e registrato, possiamo spostare tutti i dati (post, immaggini, commenti) dal nostro caro vecchio blog, ospitato sui server di WordPress.com, al nuovo.

Wordpress - Importa ed esporta

Wordpress - Importa ed esporta

Entriamo nella bachecha del nostro vecchio blog nomedelblog.wordpress.com e cerchiamo nella barra di sinistra la voce Strumenti, quindi Esporta. Se è nostra intenzione migrare tutti i contenuti lasciamo tuttle le voci su All o Tutti.. e premiamo sul pulsante “Scarica file di esportazione” e salviamo il file dove vogliamo.

Ora entriamo nella bacheca del nuovo blog sul nostro dominio e andiamo in Strumenti > Importa, e scegliamo l’ultima voce per importare da WordPress (potrebbe venirvi richiesta l’installazione di un plug in chiamato WordPress Importer, necessario per l’operazione; accettate e farà tutto in automatico). Facciamo quindi sfoglia e andiamo a scegliere il file precedentemente salvato. Ecco che il sistema preleverà autonomamente tutti i vostri articoli, commenti e anche i file multimediali dal nostro vecchio blog e li copierà sul nuovo.

3) Consigli, inconvenienti e Plug-In

Ovviamente il sistema importa tutti i contenuti, ma non le impostazioni del tema e delle barre laterali. Ora sarà necessario scegliere un tema adatto nella sezione temi e nel caso personalizzarlo come preferiamo (non abbiamo più l’obbligo del pagamento).

Se eravate abituati alla bacheca di WordPress.com, noterete che questa è molto più povera perchè mancano tutta una serie di funzionalità date dai “Plug-in” che l’altra piattaforma in automatico integrava.

Io ho installato un plug in per le statistiche e altri per l’integrazione dei video da Youtube (dovrete porbabilmente ricontrollare tutti i video importati come [youtube=http://youtube.com/w/?v=_dIya1aJJKA] perchè non funzionerano). I plug in si cercano nella sezione omonima della vostra bacheca e si installano e disinstallano con un click, sono molto utili per aggiungere funzionalità al blog.

Plug-In installati:

Akismet: praticamente indispensabile perchè intercetta i commenti spam ed evita che il vostro blog si riempia di spazzatura (attivabile dopo una registrazione gratuita al servizio, gratis per blog no profit).

WordPress.com Stats: consente di visualizzare in bacheca le visite al blog e tenere traccia degli articoli più letti e delle parole cercate dai motori di ricerca e gli altri siti che ci linkano (avevo provato un altro plug in per le statistiche, ma mi rallentava tutto il blog).

WordPress Video Plugin: permette di importare i video da moltissimi siti di video sharing come Youtube.

WPtouch: rileva automaticamente un dispositivo mobile come iPod Touch, iPhone, iPad, Android o altri smarthphone touchscreen e propone al visitatore una versione mobile e touch friendly.

SwfObj: sviluppando anche progetti in Adobe Flash, con questo plug in potrete integrare nei post delle animazioni flash in formato SWF.

Google XML Sitemaps: nonostante abbia già scelto un tema SEO friendly, ho attivato anche questo plug in per migliorare e favorire l’accesso e l’indicizzazione ai motori di ricerca.

Per non perdere le visite del blog che avete lasciato su WordPress.com io ho scelto un’opzione a pagamento che con 12 dollari all’anno permette di dirottare tutto il traffico entrante su mioblog.wordpress.com a www.miosito.it/blog. Tutti i collegamenti che linkavano articoli scritti in precedenza verranno inoltrati ai corrispondenti sul nuovo blog. L’opzione, attiva istantaneamente dopo il pagamento online, si trova nella bacheca di WordPress.com cercando nella barra laterale Aggiornamenti > Dominio scegliendo il nuovo indirizzo del blog ed impostandolo come principale dominio e quindi redirect.

13 Commenti finora. Partecipa alla Conversazione.
del.icio.us questo!.  Digg this! Share on Facebook! Share on Myspace! Tweet this! RSS 2.0 TOP

Apple sforna un nuovo Mac Book Air, anzi due!

Da m4rk0 | Archiviato in Apple world
Mac Book Air 2010 13,3 e 11,6 pollici

Mac Book Air 2010 13,3 e 11,6 pollici

(Image courtesy of Apple)

Back to the Mac, questo è lo spirito con il quale si è svolto ieri, il 20 ottobre 2010, il keynote di Steve Jobs. Apple, fatto tesoro dell’esperienza con iPhone e iPad, porta le sue innovazioni sia software sia hardware sui Mac, che rappresentano più del 30% dei propri ricavi. Così oltre iLife ’11, App store for Mac e OS X Lion, vengono lanciati i nuovi modelli di Mac Book: Mac Book Air 11,6 pollici e 13,3 pollici. Non chiamateli netbook anche se il più piccolo, per dimensioni, assomiglia a questo tipo di device, le loro dotazioni hardware e software non sono certo di livello inferiore rispetto ai loro fratelli più “grandi”.

Mac Book Air 11,6 e 13,3 pollici con OS X Lion

Mac Book Air 11,6 e 13,3 pollici con OS X Lion

(Image courtesy of Apple)

- Lo schermo retroilluminato a LED, a finitura lucida, aumenta la sua risoluzione fino ai 1366×768 pixel per il modello più piccolo e 1440×900 pixel per il 13,3 pollici.

- Il classico Hard Disk magnetico lascia il posto ai più moderni SSD (Solid State Disk) sistemi di archiviazione allo stato solido solido, più performanti ed esenti da problemi meccanici (urti e vibrazioni), con capacità che vanno dai 64GB di base per l’11,6 pollici ai 256GB per il 13,3.

- Processore Intel Dual Core da 1,4GHz a 2,13 GHz.

- Memoria RAM DDR3 espandibile fino a 4GB (2GB di base).

- Scheda grafica Nvidia GeForce 320M (che usa 256MB della RAM di sistema).

- Tastiera estesa completa e Track pad ottico in vetro con supporto al multi touch e alle gesture, ulteriormente implementate in OSX Lion.

- Scheda di rete WirelessN, Bluetooth e videocamera (anche per viodeochiamate FaceTime).

- La possibilità di lasciarlo in stand-by per un mese oppure di usarlo per 7-5 ore di navigazione internet consecutive, e di averlo istantaneamente operativo sono sicuramente delle caratteristiche interessanti che nell’uso quitidiano verranno molto apprezzate dagli utenti, abituati ormai ad iPhone ed iPad che non hanno necessariamente bisogno di attese per essere usati.

Ecco lo spot pubblicitario dei nuovi Mac Book Air (molto essenziale)

Un compagno molto utile per gli studenti ed i professionisti che sono sempre in movimento e hanno bisogno di un computer portatile che sia leggero (poco più di 1Kg), compatto (spessore da 2,8 a 1,7 cm, largo 33 cm e profondo 22,7 cm), con una buona autonomia e che non sacrifichi troppa potenza o funzionalità rispetto ad altri modelli di Mac Book, come spesso avviene nei netbook (ma questi non sono netbook).

Anche il loro costo, seppur inferiore ai precedenti Mac Book Air, non è certo alla portata di tutti. Si parte dai 999€ per la versione base da 11,6 pollici fino ai 1779€ per quella da 13,3 super equipaggiata con processore Intel Core Duo 2,13GHz, 256GB di storege SSD e 4GB di RAM.

Di Mac Book Air fino ad ora ne avevo visti in giro ben pochi; riusciranno questi nuovi modelli a fare il botto?

[via apple, wikipedia]

Sii il primo a commentare
del.icio.us questo!.  Digg this! Share on Facebook! Share on Myspace! Tweet this! RSS 2.0 TOP
Apple Store a New York sulla 5th avenue

Apple Store a New York sulla 5th avenue

Apple ed il comune di Milano non hanno ancora trovato un accordo per la location del nuovo megastore che l’azienda americana è fortemente intenzionata ad aprire nel centro della città. Dopo lo store di Carugate, alle porte di Milano, per Apple è tempo di pensare ad un negozio cittadino. La prima proposta, quella di costruire in Piazza del Duomo un cubo di vetro, proprio come quello presente sulla 5th avenue a New York,  è andata in frantumi. Sarebbe stato un posto perfetto per Apple, un’area affollatissima e frequentata da turisti e cittadini, ma l’impatto che avrebbe avuto sul luogo simbolo dei Milanesi non avrebbe fatto piacere a tutti. Nemmeno Piazza San Babila, altro punto focale del centro pedonale di Milano, è stata concessa dall’amministrazione comunale.
Il sindaco Letizia Moratti ha proposte all’azienda di Cupertino alcune alternative, ma sono state tutte rifiutate:

  • Piazza Largo Augusto, non lontano dal centro, ma troppo defilata e poco affollata.
  • Porta Nuova, una piazza sulla cerchia intermedia di Milano che potrebbe avere un buon livello di traffico, ma un po’ “periferica”, fuori dagli itinerari turistici, poco in vista e poco pedonale.

Apple vuole aprire ed è molto interessata a curare il lato architettonico del progetto, proprio come per New York. Il comune, visti i vantaggi in termine di attrattiva e di posti di lavoro, vuole assolutamente che aprano.
Si sta quindi cercando di trovare una soluzione che vede come svolta la scelta di una location in Galleria Vittorio Emanuele, il salotto buono di Milano, proprio accanto a Piazza del Duomo (così le file per accaparrarsi l’ultimo iPhone uscito si potranno fare al coperto).

Milano, Galleria Vittorio Emanuele da Piazza del Duomo

Milano, Galleria Vittorio Emanuele da Piazza del Duomo

Nonostante le continue trattative sfuma la possibilità di aprire prima di Natale 2010, ma l’intenzione da parte di Apple è quella di arrivare ad un accordo entro la fine del mandato di governo del sindaco, per non rischiare di dover ricominciare tutto daccapo. Le previsioni e le speranze di poter vedere la mela all’ombra (o quasi) della madonnina sono quindi per il 2011.

1 Commento. Partecipa alla Conversazione.
del.icio.us questo!.  Digg this! Share on Facebook! Share on Myspace! Tweet this! RSS 2.0 TOP

Google Street View: Coca Cola vs. Pepsi

Da m4rk0 | Archiviato in Curiosità

A volte mi capita di voler esplorare un luogo seduto comodamente davanti al mio pc attraverso le mappe, le foto via satellite e quelle golocalizzate di Panoramio o Flickr, e sempre più spesso utilizzo Google Street View per poter vedere la strada e percorrerla come se fossi un passante. Proprio su quest’ultimo servizio a volte accade che si verifichino degli strani effetti, come apparizioni, sparizioni o spostamenti. Ciò che è successo in questo caso fa sicuramente sorridere visto che i soggetti in gioco sono così famosi e oltretutto acerrimi concorrenti.

Google Street View - Strani effetti - Pepsi vs. Coca Cola

Google Street View - Strani effetti - Pepsi vs. Coca Cola

Siamo in Canada a Montreal sulla Rue Ontario Est, all’incrocio con la Avenue Valois (esattamente quì). Molti utenti avrano notato, muovendosi con le freccette di Street View avanti ed indietro per le due strade, che in bella vista appare un grosso tir di una nota azienda di bibite gassate. Il camion fermo sulla sinistra ha qualcosa di strano. In corrispondenza dell’incrocio vediamo in bella vista sulla fiancata la scritta Pepsi, un passo più avanti la grafica cambia e diventa quella di CocaCola. Magia o trovata pubblicitaria? In realtà nessuna delle due, si tratta solamente di una caratteristica del servizio.

Google Street View - Strani effetti - Coca Cola

Google Street View - Strani effetti - Coca Cola

Google scandaglia le strade con apposite auto che effettuano foto a 360° e le geotagga, accade però che passando per una via in una dato momento e poi per una trasversale in un altro (anche a distanza di diversi giorni), ciò che la camera fotografa potrebbe essere cambiato (persone, auto parcheggiate), e così una volta riunite tutte le immagini succede che, soprattutto negli incroci, alcune foto differiscano per certi elementi e quindi si ha come l’impressione che qualcosa sia improvvisamente sparito o apparso. L’effetto “magico” è quindi solamente dovuto a foto di uno stesso luogo, ma scattate in momenti diversi.

Google Street View - Strani effetti - Pepsi

Google Street View - Strani effetti - Pepsi

4 Commenti finora. Partecipa alla Conversazione.
del.icio.us questo!.  Digg this! Share on Facebook! Share on Myspace! Tweet this! RSS 2.0 TOP

Magneti originali per un frigorifero molto geek

Da m4rk0 | Archiviato in Gadget

Chi di voi durante un viaggio in una città straniera, oppure mentre faceva una gita in un luogo di villeggiatura non è mai caduto nella tentazione di acquistare un magnete? Piccoli oggetti che possano tenere traccia, sul proprio frigorifero, dei vari viaggi e spostamenti fatti durante la propria vita. Ebbene io e la mia famiglia negli ultimi anni siamo entrati a far parte del gruppo dei magneti dipendenti, che ovunque vai devi assolutamente comprarne uno ed appiccicarlo sul frigorifero (ecco un’immagine di alcuni magneti di posti visitati recentemente).

Magneti da turista in varie città

Magneti da turista acquistati nelle città visitate

(Image propriety of Antido)

Ovviamente non esiste solo il megnete da turista, ma su internet impazzano magneti di ogni tipo, dal cibo, come per esempio le confezioni in miniatura delle più famose marche made in italy, al sushi, ad altri pupazzetti e a qualsivoglia icona.
Navigando in rete ho scoperto ThinkGeek.com, già il nome dice molto; si tratta di un sito di e-commerce americano, specializzato in “stuff for smart masses” roba per le masse intelligenti, che propone diversi articoli fatti apposta per chi è “geek” nell’animo ed ovviamente non potevano mancare i magneti.
Ce ne sono alcuni davvero originali.

Magneti che si ispirano al celebre sistema operativo di Apple, iOS, richiamando le icone delle applicazioni per iPhone e iPod (link).

Magneti App in stile iPhone

Magneti App in stile iPhone

L’intera palette di Photoshop da ricomporre sul vostro frigorifero, per rendere divertenti le vostre foto (link).

Palette di Photoshop magnetiche

Palette di Photoshop magnetiche

Coltelli che sembrano conficcati nel frigorifero, ottimi per simulare un attacco di pazzia (link).

Coltelli magnetici che infilzano il frigorifero

Coltelli magnetici che infilzano il frigorifero

Se andate matti per la chimica, non potete fare a meno di una tavola periodica degli elementi magnetica, per non dimenticarvi nemmeno un numero atomico (link).

Tavola periodica degli elementi magnetica

Tavola periodica degli elementi magnetica

Per fissare un quadro ci vuole un chiodo, ma per un bigliettino prova con una vite che sembra avvitarsi nella lamiera (link).

Viti magnetiche, sembrano avvitate nel frigorifero

Viti magnetiche, sembrano avvitate nel frigorifero

Leggi il resto di questa voce »

Sii il primo a commentare
del.icio.us questo!.  Digg this! Share on Facebook! Share on Myspace! Tweet this! RSS 2.0 TOP
Colonna di lamiere

Colonna di lamiere, centro commerciale zona Friedrichstraße, Berlin, Germania

In tutta Italia nascono ogni giorno iniziative più o meno valide per sensibilizzare le persone sul tema dell’ecologia ed il rispetto dell’ambiente. Proprio a questo scopo Gioia Del Colle, un comune virtuoso della Puglia in provincia di Bari, ha lanciato l’iniziativa per incentivare la raccolta differenziata, aprendo un vero e proprio negozio che ritira i rifiuti, rigorosamente differenziati, ed in cambio il cliente riceve dei soldi in base al peso e alla tipologia di materiali consegnati.

Per ogni Kg di rifiuti vengono riconosciuti:

0,40 €cent per l’alluminio,
0,15 €cent per il ferro,
0,05 €cent per carta, cartone, legno e vetro.

Il credito viene caricato attraverso una tessera e ogni sei mesi potrà essere riscosso. Un meccanismo in denaro che dovrebbe convincere tutti ad intraprendere la buona strada del riciclaggio.

[Via eco.myblog.it]

2 Commenti finora. Partecipa alla Conversazione.
del.icio.us questo!.  Digg this! Share on Facebook! Share on Myspace! Tweet this! RSS 2.0 TOP
Safe Enjoy Interact Light (SEIL) - Zaino LED per ciclisti

Safe Enjoy Interact Light (SEIL) - Zaino LED per ciclisti

Da un’idea geniale, ma molto semplice, nasce SEIL bag: un sistema in grado di aiutare i ciclisti a districarsi nel traffico con maggiore sizurezza, segnalando agli altri viaggiatori le proprie intenzioni.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HpNlsHlHQoE]

Il sistema è stato progettato dallo studio coreano Lee Myung Su design lab che si occupa di trovare impieghi tecnologici applicabili al mondo della moda. Safe Enjoy Interact Light (SEIL) è costituito da due elementi: uno zaino con pannello LED ed un controller wireless portatile agganciato sul manubrio della bicicletta. Il ciclista non dovrà fare altro che toccare il controller quando intende andare a destra o a sinistra, oppure fermarsi; il sistema visualizzerà il messaggio corrispondende sul retro dello zaino.

Safe Enjoy Interact Light (SEIL) - Zaino LED per ciclisti

Safe Enjoy Interact Light (SEIL) - Zaino LED per ciclisti

(Images courtesy of leemyungsu.com)

Oltre alle freccie ed al segnale di “stop”, il display led incorporato nello zaino può visualizzare altri messaggi, come lo stato emotivo della persona, utilizzando icone di facile comprensione. Se SEIL bag venisse indossato da tutti i ciclisti potrebbe rendere la vita sulle due ruote più sicura anche nelle metropoli sature dal traffico dove spesso le piste ciclabili restano un miraggio.

[via leemyungsu.com]

2 Commenti finora. Partecipa alla Conversazione.
del.icio.us questo!.  Digg this! Share on Facebook! Share on Myspace! Tweet this! RSS 2.0 TOP

Sandwich lunch box, pausa pranzo con stile

Da m4rk0 | Archiviato in Curiosità
Sandwich lunch box

Sandwich lunch box - porta sempre con te il tuo pranzo

(Images courtesy of perpetualkid.com)

Se per motivi di lavoro siete spesso fuori casa e avete la necessità di portarvi il pranzo al sacco, questo particolare contenitore è quel che fa per voi. Con le sue dimensioni compatte (in centimetri circa A 13, L 11 , P 5) è l’ideale per trasportare toast ed altri alimenti. Il design rispecchia il tipo di utilizzo, infatti la forma del contenitore ricorda proprio il profilo di una fetta di pane in cassetta e la grafica raffigura un bel sandwich farcito. Prodotto in metallo, Sandwich lunch box consente di conservare il pane senza che venga schiacciato. Se volete una pausa pranzo con stile potrete acquistarlo a $7,99 su perpetualkid.com

[via The Design Blog, perpetualkid.com]

Sii il primo a commentare
del.icio.us questo!.  Digg this! Share on Facebook! Share on Myspace! Tweet this! RSS 2.0 TOP
Gioconda - Disegnata con gli hamburger

Gioconda - Disegnata con gli hamburger

Proprio come il grasso delle ciambelle che impregna la carta all’interno della quale sono conservate, così gli hamburger possono lasciare la loro traccia su un’enorme tavola da disegno. Questo è il meccanismo che ha spinto l’artista americano Phil Hansen a sperimentare una nuova tecnica di pittura: “grasso su carta“.

Gioconda - Disegnata con gli hamburger

Gioconda - Disegnata con gli hamburger

Il video virale, girato durante la realizzazione della celebre Monna Lisa, mostra l’artista intento a “spremere” hamburger sopra una grossa tela di carta, che viene segnata via via dal grasso che vi si deposita, creando una figura in scala di grigi.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=orjALWsyaR4]

Per tutta la durata del video appare la scritta (www.burgergreaseart.com) che riporta ad un sito legato ad Arby’s, una famosa catena di fast food americani, che grazie al supporto di Phil Hansen, sempre pronto a spingersi verso nuove sfide artistiche, è riuscita a fare pubblicità ai suoi prodotti in modo originale.

[via desainer.it, philinthecircle.com]

Sii il primo a commentare
del.icio.us questo!.  Digg this! Share on Facebook! Share on Myspace! Tweet this! RSS 2.0 TOP

Facebook è blu, ma non per caso

Da m4rk0 | Archiviato in Curiosità
Facebook è blu

Facebook è blu

In un’intervista apparsa il 20 settembre 2010 sul famoso magazine americano “The New Yorker“, il co-fondatore e CEO di Facebook Mark Zuckerberg (classe 1984) rivela come sia stato scelto il colore che caratterizza il più famoso social network del mondo (oltre 500 milioni di utenti iscritti).

Mark Zuckerberg CEO Facebook

Mark Zuckerberg CEO Facebook

(Image courtesy of flickr)

Grazie ad un test online Zuckerberg ha scoperto di avere difficoltà nel vedere colori come il rosso ed il verde, ma di riuscire a distinguere molto bene la famiglia dei blu. Proprio per questo daltonismo il colore scelto per Facebook non poteva che essere il blu.

[via WinTricks.it, Wikipedia, The New Yorker]

1 Commento. Partecipa alla Conversazione.
del.icio.us questo!.  Digg this! Share on Facebook! Share on Myspace! Tweet this! RSS 2.0 TOP